Learning

La forma narrativa è usata da sempre per l’apprendimento, sia a scuola che in contesti informali. Solo recentemente, però, abbiamo assistito ad una crescita di interesse da parte della letteratura scientifica sull’argomento.Originariamente confinata all’ambito della critica letteraria e della narratologia, la narrativa sta ora emergendo come oggetto di ricerca in relazione a comprensione, attribuzione di significato e apprendimento. Questa crescente attenzione è principalmente dovuta alla consapevolezza del ruolo che la narrativa può giocare a supporto del pensiero umano, come rappresentazione esterna di conoscenza, in quanto strumento per esprimere una serie di eventi connessi in modo temporale e causale [Turner e Turner, 2003], principio di organizzazione, cioè metodo per strutturare la percezione, il pensiero, la memoria e l’azione [McEvan, 1997], e vero e proprio processo psicologico che opera nell’integrazione di numerosi meccanismi cognitivi, quali il principio di causa-effetto, il ragionamento, il linguaggio, il pensiero visivo [Scalise Sugiyama, 2001]. Alcuni ricercatori [Mott et al., 1999] si spingono sino ad affermare che la forma narrativa dovrebbe essere utilizzata come strumento didattico per l’intero corso di studi ed in relazione ad ogni disciplina, dal momento che appare cruciale sia nel processo di costruzione di significato che in quello di costruzione di conoscenza sulla base di nuove esperienze. A partire dai primi lavori sul valore educativo e formativo della narrativa sviluppati dalla psicologia cognitiva (in particolare gli studi di J. Bruner degli anni ‘90), ora anche l’area di ricerca sulle tecnologie didattiche ha iniziato a concentrare la sua attenzione sull’uso di forme narrative per implementare ambienti tecnologici per l’apprendimento, per sfruttare la sinergia fra narrativa e tecnologia.

 

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