Teaching

La motivazione didattico-educativa a lavorare con il fumetto  nasce come risposta ai bisogni formativi dei nostri bambini.  La valenza comunicativa delle parole ha ceduto il passo alla velocità dei computer e dei “messaggini” e dei social network. I ragazzi esprimono sempre meno bisogni ed emozioni, tendono a chiudersi in sé stessi e le modalità di relazione con il mondo adulto e tra gli stessi coetanei diventano sempre più difficili. In questo contesto c’è sempre meno spazio per giochi, fantasia e creatività. La maggior parte dei bambini utilizza i giochi tecnologici nei quali tutto è già stato inventato: personaggi, scene, azioni. La scuola può e deve recuperare il valore educativo e formativo del “fantastico” promuovendo attività didattiche in cui la creatività sia l’elemento fondamentale da comunicare attraverso parole, disegni. Il laboratorio di fumetti è un ottimo strumento per lavorare con gruppi di alunni, anche molto diversi tra loro perché con il disegno, si  crea uno spazio comunicativo in più ed offre a tutti l’opportunità di essere protagonisti anche ai bambini più timidi e in difficoltà.

Punti di forza del fumetto
I fumetti possono catturare l’interesse  del lettore grazie alla sollecitazione visiva delle immagini; la persistenza visiva” è, infatti, una caratteristica unica dei fumetti perché il tempo avanza al ritmo del lettore, a differenza del film e delle animazioni. Il fumetto funge inoltre, da ponte verso discipline e contesti difficili sviluppando le capacità analitiche e critiche del pensiero. Secondo Berkowitz & Packer (2001) i fumetti possono essere utilizzati nella didattica di discipline e contesti formativi diversi: essi utilizzano infatti, un linguaggio che, apparentemente è compreso quasi universalmente (Sones, 1944); il loro uso nell’educazione è basato sulla teoria della doppi codifica di Clark e Pavio (1991): il riconoscimento è arricchito dalla presenza dell’informazione  sia in forma verbale che visiva. Compito fondamentale della scuola attuale è promuovere la formazione ai valori e favorire processi di apprendimento seguendo tecnologie didattiche innovative. Apprendere non è soltanto memorizzare, cioè conservare dati e informazioni, predisponendosi all’educazione di determinati compiti,  ma è soprattutto acquisire sempre nuovi atteggiamenti e comportamenti. Pertanto, le tecnologie didattiche nel quotidiano scolastico, se utilizzate in modo mirato e corretto, possono rivelarsi autentiche risorse per correggere o insegnare atteggiamenti di vita sociale.

L’importanza dell’uso didattico del fumetto
Il fumetto è stato il primo messaggio multimediale che insieme al cinema ha fatto da ponte tra il linguaggio verbale e quello iconico.  E’ linguaggio autonomo perché perché immagine e testo nel fumetto interagiscono in modo tale che il linguaggio risultante non è la semplice somma dei primi due, ma è un linguaggio nuovo, del tutto originale. I fumetti sono testi multimediali in cui due codici espressivi diversi, parole e immagini convergono a formare un linguaggio unitario. I contesti in cui si svolgono le storie e i fumetti sono contesti riconducibili alla vita quotidiana, nel fumetto la vita fa da sfondo. Il fumetto si pone come “mediatore” e facilitatore di molte aree disciplinari, il fil rouge che fa da conduttore nella dimensione comunicativa facendo diventare esso stesso uno strumento non unico ma privilegiato all’interno della didattica. Il fumetto rappresenta quindi un linguaggio particolarmente efficace, affine ai modelli comunicativi dei giovani e codice da essi padroneggiato. Viene quindi posto l’accento sulla straordinaria capacità d’impatto offerta dal fumetto nella società dell’immagine e della comunicazione continua.
In effetti, a ben vedere, gli obiettivi formativi che si possono raggiungere proponendo il fumetto nella scuola sono di incontrovertibile importanza:

  • progettazione di attività interdisciplinari capaci di investire tutte le discipline e che valorizzino l’utilizzazione di un linguaggio trasversale e interculturale;
  • arricchimento delle competenze professionali dei docenti rispetto alla conoscenza e all’utilizzazione di tecniche di comunicazione, con particolare riferimento a quella iconica e per immagini;
  • promozione e sviluppo delle abilità della scrittura, della lettura, interpretazione, ascolto, sintesi, valutazione estetica;
  • utilizzo del valore educativo del gioco e comunque delle componenti ludiche di una produzione di fumetto per la motivazione;

La sua funzione più nobile è quella che lo sottopone a critica, lo considera mezzo espressivo per stimolare l’immaginazione, la fantasia e le abilità comunicative e narrative dei ragazzi o come supporto allo sviluppo di itinerari di socializzazione, auto-promozione, anche ai fini d’orientamento e di professionalizzazione.

Certo il fumetto può essere veicolo educativo o non può esserlo, ma questa è caratteristica che condivide con tutti gli altri media di comunicazione di massa.

Luigi Calcerano